Martedì 20 Ottobre 2020

Prato a fienagione

Il prato a fienagione contiene un’elevata biodiversità, sia floristica che faunistica. La sua importanza è ancora maggiore se si considera che, in provincia di Milano, solo il 4% dei terreni agricoli ne è ricoperto. Lasciato ad una naturale evoluzione verrebbe rapidamente colonizzato da cespugli ed alberi; è perciò uno dei casi in cui l’attività umana contribuisce al mantenimento della biodiversità a livello di specie e di paesaggio. La regolare concimazione garantisce una buona quantità di sostanze nutritive e lo sviluppo di numerose di specie erbacee, fino a 50 nei migliori dei casi, habitat ideale per un’altrettanta elevata quantità di vertebrati ed invertebrati. Le fioriture più vistose sono quelle gialle, del ranuncolo comune e del tarassaco, bianche, del millefoglio e della margherita maggiore, viola, della campanella dei prati e del fior di cuculo. Accanto ad esse si trovano numerose graminacee, tra cui il paleo odoroso, il loglio comune, l’avena altissima, la codolina e l’erba mazzolina. Piccoli mammiferi roditori e molte specie di uccelli hanno fatto dei prati a fienagione uno dei loro habitat elettivi. Fra questi, nel Parco delle Cave, figurano l’allodola e la cornacchia grigia, il gheppio e la rondine. La massima biodiversità animale si esprime fra gli invertebrati, come le numerose specie di farfalle. Le siepi e i filari d’alberi che bordano i prati, durante il periodo della nidificazione danno ricetto ad una notevole varietà di specie animali. Le siepi, in modo particolare, ospitano averle piccole, pigliamosche, verdoni, verzellini e torcicolli. La creazione di prati sfalciati periodicamente è dunque una precisa strategia al fine di aumentare la ricchezza di specie animali e vegetali e, di conseguenza, la biodiversità dell’intero parco.

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