Mercoledì 12 Agosto 2020

La marcita

L’origine della marcita è ancora oggi controversa. Probabilmente le più antiche sono state realizzate durante l’alto medioevo nei pressi del lago Gerundo, una vasta area paludosa che costeggiava la parte orientale dell’Adda. In questo periodo le marcite erano probabilmente realizzate in aree sommerse da basse acque stagnanti e le specie che potevano crescere erano solo quelle adatte alla sommersione. Purtroppo queste specie (carici, giunchi, cannucce di palude) non erano particolarmente appetibili dagli erbivori, in quanto ricche di silicati e con foglie taglienti. Intorno al 1200 i frati Cistercensi studiarono e progettarono le moderne marcite, con ali spioventi, ancora oggi presenti nella provincia di Milano. Le specie erbacee presenti sono per lo più seminate dall’uomo, anche se alcune crescono spontaneamente. Le più comuni sono il crescione dei prati, il loglio comune, la coda di topo comune, il bambagione. Durante i mesi invernali le marcite costituiscono una zona di sosta e una fonte di alimentazione per diversi animali, come aironi, gallinelle d’acqua, pavoncelle e beccaccini, oltre a piccoli passeriformi quali lo spioncello e la ballerina bianca.La marcita nel suo complesso appare simile a un sistema di tetti, uno a fianco all’altro. Le acque provengono da un canale portatore, a monte del campo, ed entrano in una serie di canaletti ad esso perpendicolari, detti adacquatori. Da questi l’acqua trabocca andando a irrorare, con un velo continuo, le porzioni di prato (ali) contigue ad essi per essere raccolta a valle in fossi detti colatori che la convogliano in un capo-fosso. Quest’ultimo può fungere da canale portatore per una nuova marcita, secondo un modello che può essere moltiplicato più volte. Anche il ruolo socio-economico di questo tipo di prato irriguo è sempre stato particolarmente elevato, basti pensare che attraverso la marcita l’agricoltore può realizzare annualmente 7-8 tagli dei quali 3-4 durante l’inverno. Nonostante ciò la sua diffusione è drasticamente diminuita nel corso degli ultimi decenni: in provincia di Milano le marcite coprono attualmente meno dello 0,5 % della superficie provinciale. All’interno del Parco delle Cave sono presenti due marcite, gestite dall’Azienda agricola Cascina Caldera.

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